Coronavirus Italy

Coronavirus Italy Virus, l'Italia supera il primo test
Regioni: bocciata solo Val D'Aosta

La curva dei contagi è sempre più bassa, solo 652 nuovi casi di coronavirus; anche il numero dei decessi conteggiati ogni giorno per fortuna diminuisce, ieri 130; ormai negli ospedali i pazienti malati di Covid-19 sono un quarto rispetto all’inizio di aprile, tanto che in terapia intensiva, in tutta Italia, sono appena 595 (sono stati anche 4mila).

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Questa è la fotografia provvisoria, che registra gli effetti delle riaperture parziali del 4 maggio. Ma è importante vigilare in modo maniacale, provincia per provincia, paese per paese, perché non passino inosservati eventuali nuovi focolai. Per questo la cabina di regia (Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Regioni) ogni settimana incrocia i 21 indicatori e completa le valutazioni che, in caso di allarmi, possono portare a nuove chiusure.

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Iss: contagi in calo in tutte le regioni. Rt pomo della discordia. Speranza: «Cautela»Covid-19: utilità ed efficacia dei test rapidi su sangue capillare, spunti di riflessione in base all’esperienza sul campo nelle “zone rosse” dell’Umbria

VIGILANZA

Dopo le pagelle di una settimana fa (che avevano fatto molto discutere perché due regioni a bassa circolazione del virus erano state giudicate sotto osservazione, Molise e Umbria) ieri il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha presentato la “seconda edizione”. E l’Italia delle riaperture del 4 maggio è stata promossa, la situazione appare sotto controllo in tutte le regioni, al di là dell’Rt sopra 1 della Val d’Aosta e alla preoccupante peculiarità della Lombardia. Brusaferro ha invitato a non caricare di eccessivo significato l’Rt, è un indicatore che va considerato insieme a tutti i 21.

Non sarà sulla base di quel dato che si deciderà la mappa degli spostamenti a partire dal 3 giugno. Precisazione di Brusaferro – proprio per spiegare la discussa citazione Molise e Umbria di una settimana fa -: queste valutazioni servono a prevenire focolai e le regioni con meno casi sono quelle che possono vedere aumentare più facilmente l’Rt (l’indice di trasmissione di contagio).

 

Le pagelle di ieri, comunque, parlano di una situazione sotto controllo, con qualche postilla. In particolare, in Lombardia le difficoltà sono ormai croniche quanto meno alla voce “nuovi casi”: sono diminuiti ma sono pur sempre ogni giorno la metà di tutti quelli italiani; per la Provincia di Trento e per l’Abruzzo si ipotizza un Rt come previsione massima vicino a 1 (ma il valore medio è comunque al di sotto); c’è, appunto, la temporanea e poco preoccupante situazione della Valle d’Aosta. Cosa è successo in Val d’Aosta? L’Rt ha superato la soglia critica di 1 (valore medio 1,06) e dunque si è accesa la spia di pre-allarme. In realtà, ha pochi nuovi casi giornalieri, ma ha una incidenza “intermedia-alta” se si considera il numero di abitanti, è sotto osservazione per l’impatto sulle strutture ospedaliere.

Su base provinciale, con 936 casi ogni 100mila abitanti, Aosta, come diffusione del virus rapportata alla popolazione, è dietro solo a Cremona, Piacenza, Lodi, Bergamo e Brescia. Va anche detto, però, che c’è stata una frenata e ora i nuovi casi positivi sono davvero pochi: 1 ieri, 1 giovedì e 0 mercoledì. In sintesi: al di là dell’Rt, la Valle d’Aosta non rappresenta un’emergenza. Per quanto riguarda, l’incidenza settimanale di nuovi casi (sempre sulla base della popolazione) sono cinque le regioni con la valutazione “alta” (quindi da tenere sotto controllo): Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte e Provincia Autonoma di Trento.

VIRUS DA DICEMBRE

Ieri in Liguria il presidente Giovanni Toti ha presentato una ricerca, svolta dagli esperti locali, che riscrive la storia del coronavirus. «Da noi era presente già a dicembre, molto prima di Codogno». Come fanno a dirlo? Sono state esaminate le tac ai polmoni di casi di polmoniti di sei mesi fa e il sangue donato nel 2019: Sars-CoV-2, sostiene la ricerca, in Liguria c’era già a dicembre (il caso di Codogno, nel Lodigiano, è del 20 febbraio). Tornando alla situazione contingente, i dati di ieri raccontano che, anche in un giorno con un numero record di tamponi (oltre 75mila) il numero di nuovi positivi è basso, 652 e quasi tutti asintomatici. Su 49.770 attualmente positivi, solo il 16 per cento è in ospedale. E i guariti ormai sono 136.720.

 

Ultimo aggiornamento: 07:38

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